Come deve essere una ingegnere?

La storia di Isis Wengen è un po' la storia di tutti noi ingegneri donne.

La donna ingegnere per stereotipo è bruttina e poco curata. Se lavora in campo informatico va in giro in tuta, è una alternativa disadattata senza famiglia e con grave dipendenza dal caffè. Lisbeth Salander è l'ingegnere informatico donna per eccellenza. 

Quante Lisbeth Salander si vedono in giro? Pochine, diciamolo. Ai miei tempi in facoltà le donne del Poli cercavano di mascherarsi con jeans e felponi oversize per mimetizzarsi tra i compagni uomini e fare più gruppo. 
Mi era capitato di seguire con una amica una lezione dei meccanici e notare che eravamo le uniche due femmine dell'aula. Anche chi seguiva la lezione l'aveva notato nonostante le luci basse. Niente di che, solo ci guardavano di soppiatto come un gruppo di ragazzine timide può guardare il cantante di grido "beccato" al supermercato. Mimetizzarsi, appunto, può essere utile in alcuni contesti.

Lo stereotipo non risparmia neanche gli uomini: se sei un ingegnere informatico non hai una vita, lavori h24 davanti al pc (per questo arrivano richieste del tipo: mandiamo online le modifiche alle 23.59? potete rilasciare gli aggiornamenti alle 4 del mattino? ah, ma chiudete per ferie davvero?). Il posto di lavoro è un garage senza finestre con solo una scrivania e una sedia, il pc e una stampante. No, Steve Jobs non ha iniziato proprio così. Ho sposato un ingegnere informatico a cui piace andare in ferie e nessuno dei miei colleghi ingegneri è sociopatico. Però quando i clienti arrivano in ufficio si stupiscono che sia, cito testualmente da più fonti, "arioso, luminoso, pulito, ordinato". Vai a spiegare che neanche agli ingegneri piace stare nella monnezza!

La storia di Isis ci spiega che bisognerebbe sempre andare un passo più in là dei preconcetti e magari, prima di sparare sentenze, fare una piccola controllatina: nome, cognome, azienda... LinkedIn serve a questo!

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