8 marzo

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L'8 marzo mi viene sempre in mente un episodio. Ero laureata da un paio di mesi, quando ricevo una telefonata per fissare un incontro di lavoro per una società di un importante gruppo automotive. Il mio primo colloquio da ingegnere. La proposta era a dir poco ridicola, si trattava di lavorare spot per loro ma essere sempre disponibile ed essere pagata non si sapeva ben come. Vambè, mi dicevo durante il colloquio, non gli rido in faccia e sto qui fino alla fine.
A un certo punto il tizio inizia a dirmi che si tratta di viaggiare molto, sarò in grado? E viaggiare significa rinunciare a un sacco di cose, che per una donna possono essere una priorità...
Alla fine mi ha detto, con un sorriso, che cercavano un uomo.

Ogni giorno noi donne subiamo discriminazioni. Ma non lamentiamoci, pensiamo piuttosto che nei prossimi 3 giorni qualcuna verrà uccisa da un marito, fidanzato o ex in preda a un raptus di gelosia. A quelle costrette a scappare. Pensiamo a quelle 7 milioni di donne che nella sola Italia subiscono violenza fisica o sessuale. A chi è costretta a prostituirsi. A chi muore abortendo in clandestinità. E allora questo mio episodio diventa una specie di barzelletta da raccontare sul blog.

La triste verità è che anche noi donne ci consideriamo il sesso debole, critichiamo la Clinton che vuole fare il presidente degli Stati Uniti e se qualcuna ha subito violenza sarà perché è troppo appariscente, frequenta di sicuro brutti giri, è certamente una troia. E ci basta pretendere un fiore puzzolente e un po' di atenzione per un giorno per gridare alla parità.

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