Io e il Presidente, lezioni di vita

Oggi ho imparato una lezione importante: non arrivare mai contemporaneamente con una personalità più importante di te. Il tizio in questione è veramente M-O-L-T-O più importante di me, perché di nome fa Giorgio Napolitano e di professione è Presidente della Repubblica.

Io e il Presidente abbiamo avuto la dannata sfortuna di avere un appuntamento di lavoro alla stessa ora e nello stesso luogo, la Fiera del Libro (naturalmente il lavoro non è lo stesso...), io però arrivo 10 minuti prima. Entro sul due-posti del capo nel parcheggio riservato, passo dall'ingresso espositori con il pass va-dove-ti-pare e mi sto facendo beffe di tutti gli sfigati che si stanno facendo le code al sole per pagare il biglietto, quando vedo un gruppetto di espositori fermo al cancello. Tranquilla metto la freccia e li sorpasso con il pass va-dove-ti-pare in bella vista, ma un poliziotto mi fa segno di no con la testa: arriva Napolitano, tutti fermi finché lui non è entrato.

Passano 5 minuti e al cancello si ferma una piccola folla di espositori ingrugniti perché devono ancora allestire lo stand, mentre polizia e carabinieri sono sempre più nervosi, anche perché hanno a che fare con i dannati espositori che sono arriavati in tranquillità a metà mattinata (ipse dixit).

Dopo 10 minuti inizio ad essere un po' stanca anch'io, il portatile che ho sulla spalla pesa una tonnellata e fa davvero caldo, accidenti alla giacca. Per fortuna arriva il corteo, lunghiiiissimo, e l'auto presidenziale. E noi si va? No, altri 5 minuti perché ci sono i saluti di rito tra autorità (o almeno penso, il camion di Radio Deejay copre la visuale).

Finalmente ci lasciano passare, ma a causa della presenza del Capo dello Stato ci fanno circumnavigare il Lingotto: entriamo nell'8Gallery, usciamo nel piazzale verso via Nizza dove ci sono (udite udite) gli sfigati che si fanno la coda al sole (olèèè) e che scopriamo essere tutti gagni ululanti delle elementari. Cerchiamo di evitare i bambini, intanto le scarpe basse mi stanno facendo venire le boffe ai piedi, la spalla è semi-distrutta, l'ascella definitivamente pezzata. Stiamo perdendo la speranza e ci accingiamo a fare fila alle biglietterie (ma ho il pass va-dove-ti-pare, diamine! devo mica mettermi in coda con la plebaglia?) quando vediamo come un miraggio l'ingresso stampa, è il nostro, ci fiondiamo, finalmente siamo entrati. Arrivo dal cliente zoppicante, sudata e in mega ritardo.

Presidente, la prossima volta dimmelo quando vieni in zona così evitiamo, d'accordo?

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