Precari da favola

Inizio la giornata con una rapida scorsa a La Stampa (anche al Corriere, a dire il vero) e il Buongiorno di Massimo Gramellini è sempre una riflessione acuta e ironica. Quanto segue è il Buongiorno di oggi.
Questa è la storia più avvilente del mondo. Un mondo dove un fisico nucleare che realizza telescopi per la Nasa guadagna 950 euro al mese, mentre quel manager telefonico che parlava per frasi fatte confondendo Waterloo con Austerlitz ne prende cento volte tanto [vedi qui e qui]. Il problema contro cui si sta inchiodando il liberismo è che non collega il salario al talento e all’impegno del lavoratore, ma alla commerciabilità del prodotto. E’ giusto che i compensi li faccia il mercato. Ma in questo mercato senza regole prevalgono sempre le pulsioni più basse: sesso, calcio, tv, cellulari. Il fisico dei telescopi guadagna cento volte meno del manager dei telefonini o del centravanti della Nazionale perché voi e io usiamo i telefonini e guardiamo le partite della Nazionale, mentre dei telescopi non sappiamo che farcene. Il giorno in cui quegli aggeggi servissero a scovare petrolio nel sistema solare o a rintracciare terzini sperduti nelle galassie, immediatamente il loro valore di mercato si impennerebbe, trascinando al rialzo anche lo stipendio del Tiger Team.

Torno a leggere le notizie di calciomercato sul telefonino, ma mi sento un verme.

4 commenti:

  1. Se i precari smettessero di guardare calcio, di guardare la TV e di cambiare cellulare se non in caso di necessità, magari anche il mercato cambierebbe orientamento, chissà... certo però che al sesso è impossibile rinunciare.

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  2. Una rivoluzione del mercato? Mah, mi sembra poco credibile. Siamo noi i marziani, che vogliamo cellulari che telefonino e basta e non guardiamo la tv. Purtroppo.

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  3. la tv è preistorica. viva youporn!

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  4. Se ti interessa, è iniziato veline...

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