Una lezione di marketing: il mascara Chanel

Quando studiavo marketing, sulla prima pagina degli appunti un'amica aveva scritto: "il marketing non è la vendita. Il marketing precede la vendita perché fa nascere il bisogno di possedere il bene."

Mi è tornato in mente questo concetto, stasera. Ero arrivata a casa stanca da una giornata di super lavoro e affamata; avevo perso il treno e il regionale su cui avevo viaggiato era sporco, mi sentivo l'essere più puzzolente sulla faccia della terra.
Ma nella buca delle lettere trovo un pacchetto, lo apro e... ecco spuntare l'ultimo mascara di Chanel.

Ora: so che il campioncino di mascara è la contropartita per aver lasciato la mia mail in balia della newsletter della Maison. E so anche che alle profumerie di queste confezioni ne arrivano a scatoloni. Ma trovarmi in mano quel tubetto nero, tutto liscioso e con l'inconfondibile doppia C mi ha fatto sentire come Cenerentola davanti alla fatina. Inoltre: il regalino mi è stato spedito direttamente a casa, io ho giusto dovuto aprire la confezione (per un tubetto di crema antirughe Lancome avevo dovuto girarmi io le profumerie che aderivano alla promozione e trovare chi aveva ancora il campioncino) e nella busta c'era anche uno chiccosissimo bigliettino bianco con su scirtto semplicemente "Avec les compliments de Chanel".
Insomma, se domani il mascara passa la prova lenti a contatto me lo compro. Perché signori, questo è servizio.

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