Il televenditore - parte 1

In questi ultimi giorni in ufficio sono stata letteralmente subissata dal telemarketing. Ho parlato con ogni sorta di compagnia telefonica, passando dalle offerte per fisso al mobile con un'ennesima chiamata del nostro attuale (e geniale) gestore aziendale, che periodicamente telefona per convincerci a cambiare compagnia (!!!). Una rottura infinita, visto che avrei anche da lavorare. Ma la chicca che racconto è di oggi e riguarda Enel.

Chiama un tipo e chiede di parlare col titolare. Al solito rispondo col "può dire a me", semplice ma sempre efficace. Il tipo, invece, insiste: "No, non voglio palrare con lei, ma col titolare". Mi balena per un attimo l'idea della bugia più colossale e bastarda, un "sono io" che gli insegnerebbe sicuramente l'educazione, con buona pace dei veri titolari. Invece mi ricordo che, all'epoca del contratto, i commerciali Enel ci avevano simpaticamente rimpallato e glielo faccio notare.
Il tizio, preso in contropiede, promette che s'informerà ma giura che la nostra zona e servita, altrimenti perché avrebbe il nostro nominativo? (la risposta giusta è: perché la tua azienda l'ha comprato. Oppure te lo sei letto dalla guida del telefono, ma allora hai commesso un illecito. Vabbè, glissiamo anche su questa) e parte con la tiritera dell'offertona speciale. "E lei, quanto spende al kilowatt?" mi chiede. Ma scusa, benedetto ragazzo, ti pare che lo sappia così, a memoria? Potrei aprire la cartella delle fatture, ma mi stai seccando. Che poi la bolletta è la somma di più costi, di cui una parte fissi, quindi la domanda è pure scorretta.
Il tizio però non si arrende e mi dà un paio d'ore per rileggere la bolletta e trovarmi più preparata. Sono allibita, non so se ridere o piangere. "E' un fatto commerciale", mi dice. "Ma le ripeto che non siamo interessati" gli rispondo. "Allora forse chiamo domani. Mattina, le va bene? Magari parlo col titolare". "Certo, domani mattina, la aspetto".

(... continua...)

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