Gli amici che restano

Ultimamente penso a tutte le persone che sono passate per la mia vita, i compagni di scuola e quelli di università, gli amici di quand'ero bambina, i ragazzi del volontariato, insomma, tutti quelli che per un breve o lungo periodo hanno condiviso qualcosa con me. Probabilmente è l'effetto Facebook che mi ha fatto trovare persone che non vedevo da anni e che ora sono completamente cambiate: c'è chi si è sposato e chi ha figliolato, chi è diventato più intraprendente e meno timido, chi ha trovato un suo equilibrio. C'è anche chi è sempre uguale.Mi fa strano che con molte di queste persone un tempo ero davvero amica e si passava un sacco di tempo insieme, mentre ora le vedo lontane anni luce da me. Abbiamo preso strade diverse e fatto altre esperienze, succede.

Poi capita di incontrare chi che non vedevi da secoli e sentirti perfettamente a tuo agio. La settimana scorsa abbiamo cenato con una coppia di amici, lui amcissimo di Da. ai tempi che furono, e sembrava di essere tornati a dieci anni fa. Ieri sera ci siamo trovati a teatro a vedere il Mario in uno spettacolo. Ormai con gli amici di Asti ci vediamo poco, ognuno ha il suo lavoro e la sua vita. Tornando a casa in macchina con noi, Mario ci chiedeva di Pasquetta: dove si va? Perché è sottinteso che Pasquetta, come Capodanno, lo si passa insieme. E' questo che vuol dire non perdersi, rimanere in contatto. Avere degli amici che diventano un punto di riferimento. E questo a prescindere da dove si abita e cosa si fa. Vorrei fosse già Pasquetta.

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