Foodies anch'io



Ebbene si, sono anch'io una foodies, come ci definisce oggi Bonilli dal suo Papero Giallo. Adoro la verdura appena raccolta, bevo solo the sfuso rigorosamente comprato alla torrefazione Durando (grazie Enrico), considero il cuocere la carne un'arte (e l'arrosto bruciato una bestemmia).
Tra le cose che mi fanno arrabbiare: la campagna contro un sano bicchiere di vino (fa bene al cuore e al morale. Come in tutto non bisogna eccedere. E no, il tavernello non è un vino!), un pasto in famiglia in cui ognuno si alza da tavola quando vuole, chi avanza qualcosa nel piatto.
Ora tra la casa e gli impegni, io e Da. non riusciamo più ad andare a cena fuori insieme, ma come non ricordare il San Valentino al Perbacco con quelle pagnottine fatte in casa e il barbera superiore Stella Rossa, oppure l'anniversario alla Madonna della Neve di Cessole, con i suoi agnolotti al tovagliolo, o ancora i ferragosto passati in montagna tra passeggiate e formaggi (vedi foto)?

Tutto questo per dire che, a qualche mese dall'inizio della mia vita da massaia, non vanno ad aprire un Eataly anche ad Asti? Quando ho letto la notizia il mio cuore da foodies si è allargato. Non so se per golosità o, più probabilmente, a compensare la contrazione del portafoglio (inevitabile conseguenza delle creature di Petrini).

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