Sono viva. Quasi, Forse.


Guardo l'ora, un quarto alle cinque. UN QUARTO ALLE CINQUE???? Com'è che sono tornata da pranzo, mi sono detta "leggo due mail prima di andare in bagno" e ora sono un quarto alle cinque e la mia vescica è ancora lì a chiedermi quando potrà svuotarsi?



Questo inizio anno è stato un incubo: tanto lavoro mio, tanto lavoro di Da., tanta pressione (metaforica) per Da. che si è trasformata in pressione (arteriosa) alta; una notte in bianco a tre con marito e sfigmomanometro. Mezza famiglia con epidemia di maxi influenza intestinale. Padre al pronto soccorso con una notte di ricovero. Cliente incazzato che mi tratta come una pezza al piede. Lavoro a palate (l'ho già detto?). Domenica davanti al pc a svangare (si, l'ho già detto). Mail che scorrono a fiumi, fiumi di cacca, rii delle amazzoni di cacca.

Marito. Si, quello con cui si andava a bere la sera. Quello con cui si progettavano viaggi. Quello con cui si faceva sesso. Non che in questo periodo sia in forma: sono un'incrocio tra l'orso Yoghi e il Cecco di Superfantozzi. Non corro più da un mese. Aiuto

Ecco quel mi dicevo questo pomeriggio alle cinque guardandomi allo specchio del bagno in azienda. Ed è lì che ho formulato il buon proposito dell'anno:
Impegnarmi in 3 cose, in questo rigoroso ordine: me, il marito, il lavoro

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