Il ponte barcollante

Oggi è l'unico giorno di ponte di questo dannatissimo anno. Non ce ne sarà un altro. E io ci sono arrivata piena di lavoro fin sopra le orecchie.

Ah, ma ponte si fa, l'azienda è ufficialmente chiusa. Solo che stamattina tre su quattro erano al lavoro. No, io non ero la quarta. E si, sto ancora lavorando. Da casa, obviously.


Beh, dice mia madre, con questi tempi almeno uno stipendio ce l'hai. Si, ho anche un cesto della biancheria che grida vendetta, i bagni che "tanto lunedì sono a casa e li pulisco", la cena da preparare, l'immondizia da buttare. Insomma, oltre alla web-tuttofare anche la casalinga incalza.

Sono in buona compagnia, beninteso, qui il marito deve consegnare per mercoledì un progetto e sta navigando a vista. Ma non è giusto, ecco. Dove sono i weekend romantici? le serate passate a guardare la tv insieme? i pucci-pucci?

Questo non è il ponte del primo maggio: è un ponte barcollante in cui cerco di non guardare in basso, mi aggrappo alle corde e spero di passare in qualche modo. Sperando che nessuno tagli la corda.

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