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Il nome è poetico: "La granda in mezzo al pane". I marchi sono di quelli che bucano: Eataly, SlowFood. Il luogo è ideale: centro di Torino, non così distante dal McDonald. Però il risultato non entusiasma.
A pochi giorni dall'apertura ho provato anch'io la nuova hambugheria di Farinetti&co e devo dire che non mi è piaciuta. Il locale è disorganizzato: il cliente deve fare una doppia fila per pagare e poi per ritirare il cibo, con inevitabili ingorghi a questa seconda coda. Per la consegna del cibo i clienti sono muniti di numero, ma che fatica sentire il cuoco che chiama il numero "quattordici- trentadue, uno-quattro-tre-due, chi è?" tra il casino della ressa e il vicino che si lamenta perché era prima di te e lo hanno saltato.
Però il locale è appena aperto, sono errori di gioventù, suvvia. Se il panino è buono si può soprassedere.
Il problema è che il panino è sotto le aspettative: ho preso un classico Giotto con ketchup. Dopo un attento lavoro di ripulitura dal tovagliolino che si era attaccato tutto al pane e alla salsa (argh!) ho addentato un hamburgher decisamente crudo :-(
Per ora nella sfida del panino vince Mac, decisamente. Tornerò, una seconda possibilità non si nega, però non basta tanta buona pubblicità a fare un locale vincente.
A pochi giorni dall'apertura ho provato anch'io la nuova hambugheria di Farinetti&co e devo dire che non mi è piaciuta. Il locale è disorganizzato: il cliente deve fare una doppia fila per pagare e poi per ritirare il cibo, con inevitabili ingorghi a questa seconda coda. Per la consegna del cibo i clienti sono muniti di numero, ma che fatica sentire il cuoco che chiama il numero "quattordici- trentadue, uno-quattro-tre-due, chi è?" tra il casino della ressa e il vicino che si lamenta perché era prima di te e lo hanno saltato.
Però il locale è appena aperto, sono errori di gioventù, suvvia. Se il panino è buono si può soprassedere.
Il problema è che il panino è sotto le aspettative: ho preso un classico Giotto con ketchup. Dopo un attento lavoro di ripulitura dal tovagliolino che si era attaccato tutto al pane e alla salsa (argh!) ho addentato un hamburgher decisamente crudo :-(
Per ora nella sfida del panino vince Mac, decisamente. Tornerò, una seconda possibilità non si nega, però non basta tanta buona pubblicità a fare un locale vincente.
Metti una serata insieme al marito, una data importante da festeggiare e qualche grattacapo di troppo che ce l'avevano fatta dimenticare. Metti una telefonata, un "andiamo fuori a cena", un ristorantino accogliente e una cucina deliziosa.
Il ristorante in questione è il Pompa Magna di Asti e la serata è stata allietata da due antipasti di salumi (delizioso il burro dolce che accompagnava i crostini!), agnolottini al sugo di arrosto e una divina tagliata all'aceto balsamico. Non ci siamo fatti mancare neanche il dolce, ma tanto oggi era in programma un 5km di corsa!
Il ristorante in questione è il Pompa Magna di Asti e la serata è stata allietata da due antipasti di salumi (delizioso il burro dolce che accompagnava i crostini!), agnolottini al sugo di arrosto e una divina tagliata all'aceto balsamico. Non ci siamo fatti mancare neanche il dolce, ma tanto oggi era in programma un 5km di corsa!
Dopo le prime incertezze dovute alla scarsa pratica in Casalingheria Applicata, direi che sono stata promossa con un bel voto.
Chiariamo: il voto non me lo sono data io (ci mancherebbe) e neanche Da., che è un po' di parte. No, il voto mi è stato dato da mia nonna.
Dicevo, la nonna è stata nostra ospite a pranzo. Si è magiata tutto, apprezzando in particolare la pasta al forno (fatta con la sua ricetta, eh eh) e le melanzane grigliate preparate quest'estate. Che, detto tra noi, sono una gran figata e mi sto pentendo di non averne fatti più barattoli.
Ha controllato la casa ("molto luinosa, molto ordinata") e si è complimentata per la cucina ("grande, bella").
Così lei è andata via soddisfatta, io mi sono gongolata per tutti i complimenti e in uno slancio di esaltazione ho progettato un mega-invito per Natale. Ho fatto la cazzata, lo so. Casalinga promossa ma mica laureata cum laude alla Grande accaemia della Casa. Speriamo bene.
Chiariamo: il voto non me lo sono data io (ci mancherebbe) e neanche Da., che è un po' di parte. No, il voto mi è stato dato da mia nonna.
Nonna Emma - personaggio mitico nella famiglia, donnino esile e cagionevole di salute ma dal carattere d'acciaio, lavoratrice instancabile, amante della casa e della famiglia, autorevole database di ricette di ogni sorta.
Dicevo, la nonna è stata nostra ospite a pranzo. Si è magiata tutto, apprezzando in particolare la pasta al forno (fatta con la sua ricetta, eh eh) e le melanzane grigliate preparate quest'estate. Che, detto tra noi, sono una gran figata e mi sto pentendo di non averne fatti più barattoli.
Ha controllato la casa ("molto luinosa, molto ordinata") e si è complimentata per la cucina ("grande, bella").
Così lei è andata via soddisfatta, io mi sono gongolata per tutti i complimenti e in uno slancio di esaltazione ho progettato un mega-invito per Natale. Ho fatto la cazzata, lo so. Casalinga promossa ma mica laureata cum laude alla Grande accaemia della Casa. Speriamo bene.
Porro è un ristorante tipicissimo. Lo capisci quando ti fa accomodare, e passi attraverso la cucina e poi il tinello, dove l'anziana madre si sta guardando la tv. Il pavimento è quello classico delle case piemontesi. Nel tavolo vicino al tuo ci sono tavolate di amici che chiacchierano rumorosamente.
Da Porro mangi solo piatti tipici: l'immancabile affettato, vitello tonnato, peperoni con il bagnetto, agnolotti, tajarin. Superbi secondi di carne. Barberazza da pasto. Sono i sapori dei pranzi domenicali che facevo da mia nonna, quando si lasciava il tavolo rotolando per la pesantezza.
Per me e Da. è il ristorante jolly, quello in cui mangi bene e spendi poco, un buen ritiro mangereccio a pochi km da casa.
Da Porro mangi solo piatti tipici: l'immancabile affettato, vitello tonnato, peperoni con il bagnetto, agnolotti, tajarin. Superbi secondi di carne. Barberazza da pasto. Sono i sapori dei pranzi domenicali che facevo da mia nonna, quando si lasciava il tavolo rotolando per la pesantezza.
Per me e Da. è il ristorante jolly, quello in cui mangi bene e spendi poco, un buen ritiro mangereccio a pochi km da casa.
Che bella Asti a settembre! Ci sono i colori caldi dell'autunno, l'aria frescolina al mattino e alla sera il cielo diventa di un bel rosa acceso. Settembre è un momento di festa: la vendemmia, la fine dell'estate, il festival delle sagre, la Douja d'or, il Palio.
Adoro le sagre: è un momento di caos e confusione totale condensato nella piazza di sotto, in cui si ritrovano gli amici per mangiare insieme, e alle code (interminabili) si incontrano altri amici, conoscenti, gente che non vedevi da quanto? Coi fagioli buoni di Refrancore in mano, oppure alla ressa per la friciula di Mombercelli, che questo è l'ultimo anno che mi fregano a fare due ore di attesa, oppure a prendere il salame dolce del Boglietto, o ai fondent di Castellero, o alla Douja per finire la serata.
Con Da. si va a vedere la sfilata per sentire i vecchi trattori Landini e gli Orsi ancora in moto. Ci guardiamo tutti i carri, le scene di vita contadina del passato: le donne chiacchieravano sugli usci con le vicine mentre facevano la conserva, pensare che io lavoro a 60 km da casa mia e i miei vicini sono per lo più degli sconosciuti!
E che banda è questa? Si sente uno strano ronzio, non so se si può definire musica, però è intonata. E' una sinfonia pappatoria: ci accompagna mentre torniamo in piazza a mangiare .
Adoro le sagre: è un momento di caos e confusione totale condensato nella piazza di sotto, in cui si ritrovano gli amici per mangiare insieme, e alle code (interminabili) si incontrano altri amici, conoscenti, gente che non vedevi da quanto? Coi fagioli buoni di Refrancore in mano, oppure alla ressa per la friciula di Mombercelli, che questo è l'ultimo anno che mi fregano a fare due ore di attesa, oppure a prendere il salame dolce del Boglietto, o ai fondent di Castellero, o alla Douja per finire la serata.
Con Da. si va a vedere la sfilata per sentire i vecchi trattori Landini e gli Orsi ancora in moto. Ci guardiamo tutti i carri, le scene di vita contadina del passato: le donne chiacchieravano sugli usci con le vicine mentre facevano la conserva, pensare che io lavoro a 60 km da casa mia e i miei vicini sono per lo più degli sconosciuti!
E che banda è questa? Si sente uno strano ronzio, non so se si può definire musica, però è intonata. E' una sinfonia pappatoria: ci accompagna mentre torniamo in piazza a mangiare .
La storia inizia una domenica mattina. A pranzo ci saranno i tuoi suoceri e la nonna. Nel frigo giace un coniglio a pezzettini, uno di quelli ruspanti allevato dal contadino della zona, che quando l'hai visto hai pensato "Oh me, me, è ora che ne faccio?"
Hai passato il pomeriggio prima a fare un'accurata ricerca di tutte le ricette di coniglio esistenti, cercando qualcosa di semplice (non semplice, diciamo difficilmente fallibile) e veloce (requisito importantissimo).
Ad un tratto la vedi, lei, la ricetta giusta. Ti permette di finire delle olive taggiasche comprate la settimana prima, richiede i soli pinoli che ti eri procurta quel mattino pensando ad un pesto casereccio, è spiegata con tanto di sequenza fotografica passo passo. E' il coniglio alla ligure.
La preparazione è davvero uno spasso: mente la carne cuoce giochi con il nuovo Multichef e col Minipimer, stendi il bucato, pulisci il bagno e ti fai anche il meritato aperitivo di già che innaffi il coniglio di vino bianco.
Un ringraziamento al testimone del marito e alla sua famiglia per il fantastico tegame Lagostina che vi hanno regalato e voilà , servi il tutto tra applausi e squilli di trombe. Risultato garantito.
Sabato sera grande dilemma: andare a Cisterna d'Asti per la festa del vino locale o a Callianetto alla sagra dell'agnolotto d'Asino? Abbiamo scelto la prima (ma a Callianetto di replica ad agosto, lì ci saremo), e non ci siamo sbagliati.
Al solito ottima organizzazione (e non le code agli stand per prendere da mangiare), ottimo cibo e una ottima bottiglia di Cisterna a cui abbiamo fatto onore. E una menzione particolare per il ragazzino gentilissimo e ultra-efficiente che ci ha servito.
Bisognava aspettare il ritorno in patria del Parigino per trovarci tutti insieme. Noi, gli amici che ci conosciamo dal liceo o giù di lì, che abbiamo continuato ad uscire insieme negli anni dell'università e che ora che siamo sparsi qua e là non ci si riesce a vedere così spesso ci manchiamo, eccoci di nuovo.Seduti a mangiare dai Fratelli Rovero, abbiamo spettegolato di matrimoni passati e futuri di gente conosciuta, abbiamo constatato che siamo noi lo zoccolo duro degli zitelli di Asti (tranne i Tati, ma loro sono un caso a parte, sono troppo carini insieme) e abbiamo brindato a tutto ciò a suon di barbera. Che poi, sposarsi deve essere stressantissimo: tutti che cercano location d'effetto, tra castelli e chiesette del monferrato da prenotare con un anno di anticipo. E poi la luna di miele nei posti più stravaganti. E il wedding planner, che fa tanto star Holliwoodiana.
Mentre facevamo tutte queste constatazioni ci siamo ricordati che stamo compiendo tutti 30 anni. Trenta. Manula va per i 28. Tato è a 32. E' sceso un po' di silenzio. Per fortuna, il tizio dell'agriturismo ha portato la grappa. Come a dire: bevete che vi passa, magne nen mariaje.
Quando ho visto l'accredito dello stipendio sul conto, stamattina, ho tirato un sospiro di sollievo... pfiuuuu... sarà che ho appena letto I love shopping della Kinsella, ma le pazze spese mangerecce del weekend mi hanno prostrato.
Dunque, sabato siamo andati al ristorante del Baladin di Piozzo, locale curato e chic, tutti cortesissimi, le birre erano davvero ottime e particolari. Però il menù fisso era scarno e un po' troppo ricercato, mah, magari sono io abituata alle abbuffate dei nostri agriturismi? Comunque non è proprio un ristorantino economico. Vabbè, dai, quando mi ricapita una cena con Da, il Parigino, la Anto e Manula?
E invece domenica sera altra cena con gli stessi e l'aggiunta di Dodo, questa volta da Ibo. Pienone di sushi... mamma quanto mi piace... La Anto ci ha raccontato un po' di avventure dal viaggo nipponico e anche il Parigino ha remembrato la vacanza di molti anni fa.
Per completare l'estasi culinaria, ho scoperto che ad Asti hanno aperto Grom... gnam gnam... che voglia di gelato!
Dunque, sabato siamo andati al ristorante del Baladin di Piozzo, locale curato e chic, tutti cortesissimi, le birre erano davvero ottime e particolari. Però il menù fisso era scarno e un po' troppo ricercato, mah, magari sono io abituata alle abbuffate dei nostri agriturismi? Comunque non è proprio un ristorantino economico. Vabbè, dai, quando mi ricapita una cena con Da, il Parigino, la Anto e Manula?
E invece domenica sera altra cena con gli stessi e l'aggiunta di Dodo, questa volta da Ibo. Pienone di sushi... mamma quanto mi piace... La Anto ci ha raccontato un po' di avventure dal viaggo nipponico e anche il Parigino ha remembrato la vacanza di molti anni fa.
Per completare l'estasi culinaria, ho scoperto che ad Asti hanno aperto Grom... gnam gnam... che voglia di gelato!
Cosa c'è di meglio di una serata mangereccia per festeggiare l'anniversario e il mio imminente compleanno? Così sabato sera io e Da. siamo finalmente riusciti ad andare al Tacabanda di Asti (qui il commento di Convivium, la mia bibbia magnereccia).Menù curioso ma raffinato: io per esempio ho preso degli involtini di verza al castelmagno, agnolotti con ripieno di rapa e formaggio, maiale al pepe verde e semifreddo alla lavanda. Insomma, non proprio una trattoria piemontese!
Cosa c'è di meglio di una serata mangereccia con gli amici dopo una settimana stressante? Venerdì ci siamo ritrovati al quadrilatero e, dopo l'aperetivo all'Obelix, abbiamo passato una piacevole serata alla Taverna dei Mercanti.Risultato: due bottiglie di Chianti finite (ebbene sì, Bibendum ha ordinato Chianti, alla faccia del vino piemontese), antipasti a buffet che ci hanno sfiancati ancora prima di cominciare e che ho dovuto smaltire sul tapis roulant sabato in palestra, nuove barzellette imparate (si è scoperto un Bubba da La sai l'ultima?) e spezzoni dello Svarione degli anelli ricordati, risate a crepapelle.
Ma lo sapete che adoro queste serate?
Ieri sera si è scoperto un altro posticino molto interessante che segnalo con piacere. Si chiama La luna e i falò (come l'ottimo Barbera, faceva notare Davide...), è a San Giorgio Monferrato sulla statale per Casale. Cucina tipica piemontese, vino della casa non male ma che si è fatto sentire quando ci siamo alzati da tavola, prezzi contenuti.Dopo cena ci siamo diretti al castello di San Giorgio, armati di macchina fotografica, sperando che almeno il parco fosse aperto. Naturalmente era tutto sprangato :-(
Due o tre volte all'anno con gli amici si va a Cascina Madonna. E' un agriturismo molto carino dove mangiamo e beviamo sempre bene.
Così, in una serata piovosa come quella di ieri sera, è bello trovarsi davanti a un barbera superiore e una sfilza di portate a raccontarci un po' cosa stiamo facendo, parlare di politica e di vaccate. A differenza degli altri sabati sera, in cui ci si trova per una birra e non siamo mai in tanti, le serate mangerecce o in vineria sono un appuntamento organizzato con giri di mail con partecipazione piuttosto alta (anche se ieri sera eravamo una decina, a dire il vero).
Adoro questi momenti perché, anche se abbiamo vite diverse, facciamo lavori diversi, abitiamo in città diverse e ci vediamo poco, poi alla fine ci ritroviamo sempre. A quando la prossima cena?
Così, in una serata piovosa come quella di ieri sera, è bello trovarsi davanti a un barbera superiore e una sfilza di portate a raccontarci un po' cosa stiamo facendo, parlare di politica e di vaccate. A differenza degli altri sabati sera, in cui ci si trova per una birra e non siamo mai in tanti, le serate mangerecce o in vineria sono un appuntamento organizzato con giri di mail con partecipazione piuttosto alta (anche se ieri sera eravamo una decina, a dire il vero).
Adoro questi momenti perché, anche se abbiamo vite diverse, facciamo lavori diversi, abitiamo in città diverse e ci vediamo poco, poi alla fine ci ritroviamo sempre. A quando la prossima cena?
About Me
Taylor Wong
Architecture Designer
The Japanese call it Hanakotoba, and King Charles II brought it to Sweden from Persia in the 17th century. Read More
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